News Oro
15/01/2008
L'EXPORT TRAINA LA PRODUZIONE
Vicenza, 13 gennaio. Secondo le ultime elaborazioni dei dati Istat sull’andamento dell’export, effettuate dal Centro Studi di Fiera Vicenza, lo scenario presenta elementi contradditori. Tra gennaio e settembre 2007, l’export è cresciuto del 19% in valore restando stazionario in volume. Un cambio di marcia rispetto agli anni più difficili c’è stato, ma l’estrema volatilità dei mercati rende ancora incerta la situazione.
La quota dell'Italia sul mercato mondiale nel 2007 è rimasta pressoché invariata: circa il 5,4%. Il nostro paese, nonostante le difficoltà di questi ultimi anni, mantiene ancora la prima posizione nella graduatoria mondiale dei paesi esportatori di gioielleria.
Per quanto riguarda i mercati, nei primi nove mesi vanno bene quelli del Medio Oriente (+ 65,6%) e dell’Europa Orientale (+50,7%) spinti dalle maggiori disponibilità finanziarie, e quindi propensione ai consumi.
La crisi dei mutui sub-prime ha invece messo in difficoltà gli acquirenti americani (-7,3%).
L’incertezza è il segnale prevalente anche nell’area del Mercosur (-18,9%) mentre è crisi conclamata in Giappone (-25,1%).
Da segnalare invece la ripresa nel valore delle vendite (quindi con una rilevante componente di prezzo) nei Paesi dell’Asia Orientale (+17,9%) e dei partner di Eurolandia (+12,5%).
A guidare il gruppo dei mercati con tassi di crescita più interessanti sono Svizzera, Regno Unito, Danimarca, Polonia, Svezia, Turchia, Ucraina, Repubblica Ceca.
La Russia con un + 85,8% si avvicina alla top ten, dove gli Emirati Arabi incalzano ormai gli Usa per il primo posto.
Il valore medio aumenta del 19,2%, anche al netto dell’aumento della materia prima, avvalorando la tendenza alla crescita del valore aggiunto immesso nei gioielli dalle aziende più dinamiche.
Per quanto riguarda l’andamento dei distretti orafi, le filiere di Vicenza e Arezzo rimangono in testa alla classifica dei principali distretti italiani esportatori di oreficeria, rispettivamente con il 35,2 e il 31,6% del totale.
Anche nel 2007 è l’export il vero motore trainante del settore, perchè la domanda proveniente dal mercato nazionale è ulteriormente diminuita.
Incertezza del quadro generale, competitor sempre più aggressivi, continue fluttuazioni dei costi della materie prime e dei corsi valutari, da un lato. Grandi opportunità che vengono da mercati emergenti e da quelli europei che dimostrano crescente interesse per il Made in Italy, dall’altro. In questo quadro, la via per liberare il settore orafo dal peso delle turbolenze del ciclo economico è quella di competere sulla qualità, sullo stile, sul fascino unico e originale delle produzioni, abbandonando il pericoloso terreno della competizione sul prezzo.
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Press Release
13 January 2008/17:15 First/economico 1/1
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